News - Rottamazione fiscale: la distruzione fisica di beni a magazzino

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Rottamazione fiscale: la distruzione fisica di beni a magazzino

Rottamazione fiscale: la distruzione fisica di beni a magazzino

Alle aziende produttive si pone spesso il caso di magazzini stipati di prodotti che hanno ancora un valore sulla carta, ma che per diversi motivi non possono più essere venduti o utilizzati. Si può trattare ad esempio di vecchi modelli non più in commercio, di pezzi di ricambio ormai obsoleti, di prodotti difettati, di macchinari registrati a libro cespite e non completamente ammortizzati o altro. In ogni caso, quando arriva il momento di disfarsi di questi valori è necessario procedere in modo corretto per evitare di incorrere in errori che potrebbero avere conseguenze legali anche gravi per l’azienda.

Non è infatti possibile semplicemente “buttarli via”, in quanto la loro effettiva distruzione deve essere documentata da una specifica procedura: lo scopo del legislatore è evidentemente quello di evitare che quantità anche ingenti di materiali vengano gestite in maniera illegale fingendo di averle in realtà smaltite come rifiuti. Questa specifica procedura è chiamata rottamazione fiscale e prevede diverse fasi da seguire con attenzione così che tutto sia fatto seguendo la legislazione in materia.

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Rottamazione fiscale: la distruzione fisica di beni a magazzino

Rottamazione fiscale: la distruzione fisica di beni a magazzino

Alle aziende produttive si pone spesso il caso di magazzini stipati di prodotti che hanno ancora un valore sulla carta, ma che per diversi motivi non possono più essere venduti o utilizzati. Si può trattare ad esempio di vecchi modelli non più in commercio, di pezzi di ricambio ormai obsoleti, di prodotti difettati, di macchinari registrati a libro cespite e non completamente ammortizzati o altro. In ogni caso, quando arriva il momento di disfarsi di questi valori è necessario procedere in modo corretto per evitare di incorrere in errori che potrebbero avere conseguenze legali anche gravi per l’azienda.

Non è infatti possibile semplicemente “buttarli via”, in quanto la loro effettiva distruzione deve essere documentata da una specifica procedura: lo scopo del legislatore è evidentemente quello di evitare che quantità anche ingenti di materiali vengano gestite in maniera illegale fingendo di averle in realtà smaltite come rifiuti. Questa specifica procedura è chiamata rottamazione fiscale e prevede diverse fasi da seguire con attenzione così che tutto sia fatto seguendo la legislazione in materia.

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Rottamazione fiscale: la procedura

Come descritto sopra, quando è necessario procedere con la rottamazione fiscale si deve seguire una determinata procedura che comprende la preparazione dei documenti necessari e il rispetto delle giuste tempistiche perché tutto proceda per il meglio. L’intero processo è volto all’ottenimento di un verbale di rottamazione che deve essere steso dalla Guardia di Finanza o dall’Agenzia delle Entrate. In questo verbale si attesta che i materiali oggetto della rottamazione siano stati effettivamente distrutti.

Potremmo dire che la procedura di rottamazione fiscale si svolge su due binari di uguale importanza: il primo riguarda l’aspetto ambientale, poiché i rifiuti, anche eterogenei, devono essere correttamente classificati secondo i codici CER corrispondenti e vanno quindi convogliati a destinazioni adeguate per il trattamento. Il secondo binario è invece quello amministrativo: è infatti necessario che l’azienda rediga un elenco preciso dei codici da smaltire, delle quantità esatte e del loro valore. In questo modo è possibile inviare alle autorità competenti le apposite comunicazioni di rottamazione, rispettando i tempi di preavviso previsti dalla legge.

Una volta che i beni sono stati effettivamente distrutti alla presenza delle autorità, allora verrà redatto il relativo verbale che sarà quindi consegnato all’azienda, chiudendo di fatto l’intero ciclo della rottamazione fiscale.

Rottamazione fiscale: il valore dell’esperienza

La procedura di rottamazione fiscale è dunque complessa e non solo prevede diverse fasi, ma anche l’intervento di un’autorità quale appunto un rappresentante della Guardia di Finanza o dell’Agenzia delle Entrate: ecco perché è bene rivolgersi per queste operazioni a strutture specializzate, che conoscano bene procedura, modalità e tempi necessari e possano essere di supporto all’azienda sia nella predisposizione di tutto il necessario sia nella gestione dei rapporti con le autorità.

Ecodom si occupa infatti per conto del cliente di tutte le pratiche inerenti la rottamazione fiscale, aiutandolo a compilare in modo corretto i documenti e accertandosi che tutto proceda per il meglio nelle fasi di trasporto, sopralluogo, stoccaggio, distruzione e verbalizzazione.