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Smaltire gli accumuli di magazzino: come liberarsi di ciò che non serve più

Smaltire gli accumuli di magazzino: come liberarsi di ciò che non serve più

Gli accumuli di magazzino sono spesso un punto dolente nell’organizzazione delle imprese: non è infatti infrequente che materiali di diverso tipo vengano man mano accatastati all’interno delle strutture aziendali e richiedano poi procedure particolari per essere smaltiti nella maniera corretta. Rispetto ai rifiuti che derivano dal processo produttivo o dalle altre attività aziendali, che vengono di norma immediatamente convogliati verso le apposite unità di raccolta e divisi a seconda del rifiuto specifico, gli accumuli di magazzino sono spesso un argomento ben più complesso. È caso frequente che vi siano prodotti finiti che per qualche motivo non possono più essere immessi sul mercato, componenti obsoleti di cui è necessario liberarsi, semilavorati di vario tipo o ancora prodotti che hanno subito danni da trasporto e via dicendo. Insomma, una varietà di rifiuti che è necessario gestire nel modo corretto così da procedere allo smaltimento nel rispetto della legislazione in materia.

Che si tratti di realtà produttive, commerciali o grandi distributori, la corretta gestione degli accumuli di magazzino richiede dunque un approccio specializzato e ben organizzato, così da svolgere le diverse operazioni in modo efficace, efficiente e completo.

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Smaltire gli accumuli di magazzino: come liberarsi di ciò che non serve più

Smaltire gli accumuli di magazzino: come liberarsi di ciò che non serve più

Gli accumuli di magazzino sono spesso un punto dolente nell’organizzazione delle imprese: non è infatti infrequente che materiali di diverso tipo vengano man mano accatastati all’interno delle strutture aziendali e richiedano poi procedure particolari per essere smaltiti nella maniera corretta. Rispetto ai rifiuti che derivano dal processo produttivo o dalle altre attività aziendali, che vengono di norma immediatamente convogliati verso le apposite unità di raccolta e divisi a seconda del rifiuto specifico, gli accumuli di magazzino sono spesso un argomento ben più complesso. È caso frequente che vi siano prodotti finiti che per qualche motivo non possono più essere immessi sul mercato, componenti obsoleti di cui è necessario liberarsi, semilavorati di vario tipo o ancora prodotti che hanno subito danni da trasporto e via dicendo. Insomma, una varietà di rifiuti che è necessario gestire nel modo corretto così da procedere allo smaltimento nel rispetto della legislazione in materia.

Che si tratti di realtà produttive, commerciali o grandi distributori, la corretta gestione degli accumuli di magazzino richiede dunque un approccio specializzato e ben organizzato, così da svolgere le diverse operazioni in modo efficace, efficiente e completo.

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Il corretto smaltimento degli accumuli di magazzino

Come si diceva sopra, gli accumuli di magazzino costituiscono di norma un insieme eterogeneo di materiali che vanno trattati nella maniera corretta. La gestione di questi rifiuti varia naturalmente a seconda della loro natura: il primo passo è dunque quello di definire esattamente a cosa ci troviamo di fronte, assegnando a ciascun rifiuto un determinato codice CER (Catalogo Europeo Rifiuti). Non è poi infrequente che gli obsoleti siano stoccati in contenitori e imballaggi che devono essere riutilizzati dall’azienda, che non possono essere facilmente riciclati o, ancora, che richiedano un inventario prima dello smaltimento.

Si tratta di un lavoro lungo, che richiede tempo, risorse economiche e anche personale, in quando di norma non vi è una persona appositamente preposta a questo compito: un servizio prezioso in questo senso è dunque quello dell’affidamento esterno a una realtà come Ecodom che possa ritirare l’intero accumulo di magazzino e provvedere ai controlli o al disinballaggio presso la sede dell’azienda o direttamente presso l’impianto di destino.

Smaltimento accumuli di magazzino tramite rottamazione fiscale

Da ricordare poi che quasi sempre questi accumuli di magazzino hanno un valore economico almeno potenziale: per questo non possono essere smaltiti come rifiuti comuni, ma, se il loro valore supera i 10mila euro, richiedono l’attivazione di una procedura di rottamazione fiscale, di cui abbiamo già avuto modo di parlare.

Si tratta di un procedimento delicato, che richiede l’esatta determinazione dei codici prodotto che si intendono distruggere, la predisposizione di una serie di documenti ad hoc e anche l’intervento di un’autorità quale l’Agenzia delle Entrate o la Guardia di Finanza, che devono confermare l’avvenuta distruzione dei prodotti dichiarati attraverso un apposito verbale.

Se per gestire in modo corretto lo smaltimento degli accumuli di magazzino è sempre bene rivolgersi a strutture specializzate per assicurarsi da una parte di agire secondo le regole e dall’altra di non sprecare tempo, denaro e risorse, lo è con tutta evidenza ancora di più quando si rende necessaria la procedura di rottamazione fiscale.