News - Limiti e modalità dello stoccaggio dei rifiuti in azienda

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Limiti e modalità dello stoccaggio dei rifiuti in azienda

Limiti e modalità dello stoccaggio dei rifiuti in azienda

Uno dei problemi con cui le aziende sono costrette ad avere a che fare è quello dell’accumularsi dei rifiuti derivanti dall’attività produttiva, che sono spesso di diverso tipo – e quindi da smaltire seguendo vie diverse – e in quantità variabile. Le regole in proposito sono abbastanza chiare, ma nonostante questo non sono sempre semplici da seguire: tanto che non è raro che anche aziende che ritengano in buona fede di essere in regola con le normative in realtà possano commettere errori ed illeciti.

La detenzione di rifiuti in attesa di essere avviati a smaltimento o recupero presso le sedi aziendali infatti non è libera e deve rispondere a una serie precisa di regole cui è bene fare attenzione: nei casi più seri si può infatti essere accusati anche di un illecito amministrativo abbastanza importante, cioè appunto lo stoccaggio di rifiuti non autorizzato.

In ogni caso, i rifiuti devono essere tenuti in spazi idonei, non essere esposti alle intemperie per evitare contaminazioni e dispersioni e non si possono accumulare in maniera indiscriminata e in grande quantità. Per quanto riguarda questo ultimo punto, le aziende sono chiamate a fare una scelta riguardo l’applicazione di un criterio temporale o di uno spaziale, sempre e comunque entro certi limiti previsti dalla legge.

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Limiti e modalità dello stoccaggio dei rifiuti in azienda

Limiti e modalità dello stoccaggio dei rifiuti in azienda

Uno dei problemi con cui le aziende sono costrette ad avere a che fare è quello dell’accumularsi dei rifiuti derivanti dall’attività produttiva, che sono spesso di diverso tipo – e quindi da smaltire seguendo vie diverse – e in quantità variabile. Le regole in proposito sono abbastanza chiare, ma nonostante questo non sono sempre semplici da seguire: tanto che non è raro che anche aziende che ritengano in buona fede di essere in regola con le normative in realtà possano commettere errori ed illeciti.

La detenzione di rifiuti in attesa di essere avviati a smaltimento o recupero presso le sedi aziendali infatti non è libera e deve rispondere a una serie precisa di regole cui è bene fare attenzione: nei casi più seri si può infatti essere accusati anche di un illecito amministrativo abbastanza importante, cioè appunto lo stoccaggio di rifiuti non autorizzato.

In ogni caso, i rifiuti devono essere tenuti in spazi idonei, non essere esposti alle intemperie per evitare contaminazioni e dispersioni e non si possono accumulare in maniera indiscriminata e in grande quantità. Per quanto riguarda questo ultimo punto, le aziende sono chiamate a fare una scelta riguardo l’applicazione di un criterio temporale o di uno spaziale, sempre e comunque entro certi limiti previsti dalla legge.

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Stoccaggio temporaneo di rifiuti in azienda: i criteri temporale e spaziale

Il produttore iniziale di rifiuti può dunque decidere se applicare un criterio spaziale o un criterio temporale in base ai quali regolare l’attività di avviamento dei prodotti di scarto a smaltimento o recupero. Quale delle due alternative applicare è a completa discrezione dell’azienda, anche se naturalmente la legge pone dei limiti: in altre parole, anche se si applica il criterio spaziale l’area destinata a raccogliere i rifiuti non può superare una determinata estensione, così come se si applica il criterio temporale è comunque necessario provvedere al loro conferimento con una certa regolarità.

Di norma le imprese si regolano da questo punto di vista in base ai volumi di rifiuti prodotti: il criterio temporale infatti si adatta meglio a coloro che producono grandi quantità di scarti, così da non dover sottostare a limiti di spazio che potrebbero essere un ostacolo all’attività. Al contrario, i produttori che hanno a che fare con quantità limitate di rifiuti opteranno probabilmente per il criterio spaziale, così da poter dilatare i tempi tra uno svuotamento e l’altro. Essendo infatti i due criteri alternativi (si opta per l’uno o per l’altro, indipendentemente da quale delle due condizioni si verifichi prima) è possibile fare le debite valutazioni a seconda della convenienza dell’azienda.

L’importanza della consulenza

Quello dello smaltimento dei rifiuti è un capitolo che riveste un certo interesse per le aziende sia per motivi organizzativi sia per questioni economiche. Essendo questa una decisione lasciata alla discrezionalità del produttore, si fa particolarmente importante anche la parte legata alla consulenza.

Lo studio preliminare dell’organizzazione dei rifiuti effettuato da una realtà specializzata saprà, tra le altre cose, indicare anche la soluzione più adatta rispetto alla specifica realtà con cui si ha a che fare, alle tipologie e ai quantitativi di rifiuti prodotti. Oltre naturalmente a dare precise istruzioni perché ogni adempimento, sia esso pratico o burocratico, possa essere eseguito in modo corretto e conformemente alla legge vigente, così da non incorrere in sanzioni e provvedimenti che possono essere anche molto onerosi.

La Corte di Cassazione in merito ai depositi temporanei di rifiuti

Proprio riguardo i depositi temporanei di rifiuti si è recentemente pronunciata la Corte di Cassazione con una sentenza (n.45739 del 5/10/17) che può mettere bene in luce quanto sia importante agire secondo le regole. È stata infatti confermata la sentenza che prevedeva quattro mesi di arresto oltre a un’ammenda pecuniaria al rappresentante legale di un’azienda accusato di effettuare un “Deposito incontrollato sul suolo di rifiuti pericolosi e non […] in quanto i rifiuti pericolosi, quali tubi fluorescenti e altri rifiuti contenenti mercurio, monitor fuori uso, imballaggi contenenti residui di sostanze pericolose, ceneri di caldaia, venivano sparsi a terra, intorno all’area dell’opificio ed esposti agli agenti atmosferici”. Al ricorrente, che sosteneva tra le altre cose che il suo operato fosse legittimo in quanto rispondente a corretti limiti temporali, la sentenza così risponde: “La Corte territoriale, nel riconoscere […] che il produttore possa alternativamente e facoltativamente adeguarsi al criterio quantitativo o a quello temporale […] ha, nondimeno, tenuto conto dell’orientamento consolidato di questa corte secondo cui l’inosservanza anche di una sola delle condizioni previste e imposte per il deposito temporaneo, trasforma, automaticamente, l’attività oggetto del deposito in illecita gestione dei rifiuti o in abbandono degli stessi, e pertanto, in una condotta a rilevanza penale”.